Comprendere le piante…

Com-prèn-de-re
Comprendere significa prima di tutto sviluppare ed esercitare l’intelligenza.
Il latino comprehensio significava letteralmente presa, atto dell’afferrare.

Comprendere è un contenere che è includere, un capire che è afferrare – una considerazione che riorganizza e ridisegna ogni assetto precedente.

Comprendere un principio di valore, un pensiero, una posizione, un sentimento, fa sì che nella nostra mente acquisisca il peso massimo che può avere, che dispieghi il massimo effetto: ciò che si comprende si fa proprio, diventa mattone per costruirsi. E la connotazione etimologica ci sottolinea che questo avviene sempre con un mezzo ben preciso – ora l’intelletto, ora il cuore, ora un abbraccio.

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COMPRENDERE LE PIANTE

Nella Costituzione svizzera è contemplato un principio  particolarmente innovativo: l’obbligo di tenere conto della dignità dell “essere vivente” quando si ha a che fare con le piante e con il loro utilizzo.

Per dare una connotazione concreta alla parola “dignità” nell’ambito del regno vegetale,  il Consiglio Federale elvetico ha sentito l’esigenza di nominare  una Commissione Federale d’Etica per le Biotecnologie Non Umane, CENU / ECHN, composta da  botanici, biologi molecolari, filosofi esperti in etica ed ecologisti, la quale ha elaborato nel 2008 il seguente documento: ‘The dignity of living beings with regard to plants. Moral consideration of plants for their own sake‘  in italiano “La dignità dell’essere vivente nel regno vegetale. La considerazione morale delle piante in quanto tali’.

La conclusione della commissione è perentoria: riconoscere dignità significa che “un danno arbitrario causato alle piante (considerate sia come insieme che come specie o come individui) non è moralmente ammissibile” e ogni loro strumentalizzazione richiede un’adeguata giustificazione morale.

Questa affermazione rivoluzionaria apre la porta a numerose tematiche finora etichettate in senso ampio come “ambientaliste” o “sociali”, ma d’ora in poi definibili come “etiche” o, in alcuni casi, “etico-sociali”.

Si pensi ad esempio al problema di rendere le sementi sterili, che in quest’ottica va oltre il diritto alla sovranità alimentare di un popolo e diventa la lesione di un diritto della pianta a riprodursi, ma anche alla creazione degli Organismi Geneticamente Modificati, alla brevettabilità delle piante e in senso ampio al loro “possesso” da parte di qualcuno,  oppure pensiamo alla semplice decapitazione dei fiori lungo la strada del ritorno da parte del contadino che, dopo aver mietuto il campo di grano, li abbatte  senza una causa ragionevole arrecando loro un danno arbitrario.

E’ questo cambiamento di prospettiva che deve farci riflettere ogni volta che il nostro sguardo si posa su un essere vegetale: quella pianta, quel fiore non sono lì per noi, per nutrirci, per soddisfare il nostro gusto estetico, per riscaldarci e così via, ma sono lì per se stesse, sono esseri viventi con una propria dignità, ledere questo diritto significa umiliarle e violarle.

fonte e continuazione dell’articolo qui sopra citato solo parzialmente: www.terrestra.it

Se avete le idee confuse sulle piante e il loro riconoscimento quali ESSERI VIVENTI concedetevi questa pausa video:


Terra, il potere delle piante (1)


Terra, il potere delle piante (2)


Terra, il potere delle piante (3)

Gli scienziati dell’’Università di Exeter, in Gran Bretagna, sono riusciti a registrare, anzi addirittura a filmare, vere e proprie «conversazioni» tra vegetali condotte in un linguaggio ben più complesso e affascinante di quanto non ci aspetterebbe. I ricercatori hanno scoperto per la prima volta che le piante parlano tra loro per avvisarsi di un pericolo imminente. Dopo avere tagliato alcune foglie a un esemplare di Arabidopsis, l’hanno chiuso in una camera sigillata con due cavoli della stessa specie e si sono messi in «ascolto». La scoperta è stata incredibile: il cavolo ferito ha emesso un fitormone, il jasmonato di metile, che è stato captato dalle altre due piante le quali a loro volta hanno propagato lo stesso gas comunicando il pericolo ad altri vegetali.

Le piante parlano

Le piante parlano tra loro, esiste quindi un linguaggio delle piante che dobbiamo comprendere.


Imparare il linguaggio segreto delle piante

Stefano Mancuso

In conclusione:

Gli Svizzeri… gli Svizzeri,  hanno COMPRESO, hanno  incluso, afferrato,  hanno esercitato la propria intelligenza ridisegnando e riorganizzando un assetto precedente.
BENE!!!

E noi? NOI italiani?

Oggi alle porte dell’EXPO 2015, oltre a vederne tutti l’eccessiva spesa, l’ennesima cementificazione folle a discapito di aree verdi  di spiccata biodiversità (ormai distrutte e non certo ricostituibili)  la scontata e triste perenne corruzione che campeggia nelle grandi opere, i vergognosi arresti di soggetti già pregiudicati,  gli sprechi e una lunga lista di negatività, nella realtà siamo tutti ancora qui con il fiato sospeso per capire quali saranno le posizioni (ancora avvolte da una nebbia fittissima), di quelle “tematiche sugli OGM” preannunciate, che verranno affrontate sull’onda sinistra di quel “sfamare il mondo” (leitmotiv dell’expo 2015) che fin dal suo esordio non ha lasciato presagire nulla di buono…

La realtà ci insegna che “quando la gente ha fame è raramente a causa della mancanza di cibo. E’ molto più probabile che la fame sia dovuta invece alla mancanza di soldi per acquistare il cibo, a problemi di distribuzione e a difficoltà politiche”.
Nei paesi in via di sviluppo questa tendenza di prevaricare le tradizioni in favore di un agricoltura sempre più industrializzata, che propone delle aziende agricole sempre più grandi e funzionali, ma destinate a produrre dei beni di consumo per l’ esportazione, ha causato, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, movimenti migratori di poveri dalle campagne alle “bidonville” metropolitane.

Anche il Vaticano non ha ancora espresso una chiara posizione e nemmeno l’amato e saggio “Papa Francesco” ha mai detto di avere in abominio gli OGM.

Nella speranza che sempre più persone comprendano l’importanza di questi esseri ormai a tutti gli effetti da considerarsi VIVENTI.
Nella preghiera che l’expo 2015 non sia invece una mera vetrina a scopo economico, utile solo ad aprire le porte ad una pericolosa e irreversibile follia del profitto,  che può con gli OGM compromettere quel delicato sistema molto complesso, che ancora non conosciamo che chiamiamo biosfera, nel quale tutte le nostre attività dovrebbero invece tendere ad avere il minimo impatto possibile, consigliamo la lettura di:

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